Macro Caos

Che altro, quando il caos trae tutte le forze verso l’interno per plasmare una singola foglia…. Conrad Aiken

Concentrandosi su una piccola porzione di realtà, ciò che è comune diventa straordinario rivelando paesaggi astratti e trame invisibili. Ci si dimentica del soggetto originario come lo si conosceva: i pelucchi di una foglia diventano simili ai peli fini della pelle, mentre le nervature ricordano i disegni sui gusci delle noci. I grovigli di linee irregolari diventano armoniosi ripetendo schemi come biforcazioni e curve concentriche che potrebbero ripetersi all’infinito.

Pensai così di mettere in relazione soggetti con forme o strutture affini per rendere evidente come queste accomunino organismi a prima vista molto differenti. Questa intuizione visiva mi fece ricordare i frattali, strutture geometriche dotate di proprietà che sfuggono alla logica tradizionale e riscontrabili in contesti diversi tra loro.

Benoit Mandelbrot, che coniò la parola frattale, si imbattè in queste figure studiando i sistemi caotici (quindi imprevedibili e apparentemente senza logica). Prese in esame l’andamento dei prezzi del cotone, vista la grande quantità di dati a disposizione, e scoprì che la curva del loro andamento giornaliero coincideva in scala con quella mensile ed era rimasta invariata in un periodo di sessant’anni, in cui ci furono due guerre e una depressione.

I frattali infatti sono dotati di omotetia interna: cioè ingrandendo una qualunque parte, si ottiene una figura simile a quella di partenza. Questa proprietà si può osservare nei corsi d’acqua, nell’apparato circolatorio, nei disegni di una conchiglia…

David Bohm, fisico che studiò la meccanica quantistica, teorizzò l’universo come un grande ologramma in continuo movimento (olomovimento) in cui il disegno complessivo è identificabile con ogni sua singola parte. Noi però percepiamo solo l’interpretazione che il nostro cervello dà alle onde (o pattern) d’interferenza che compongono l’universo.

Macro Caos è l’espressione di intuizioni visive che trovano riscontri nella teoria del caos e nella fisica quantistica ma che coinvolgono anche la filosofia e la percezione del mondo che ci circonda.

La retroilluminazione è usata come simbolo dell’idea, come una finestra oltre il soggetto principale.